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Dal Giornale ROMA -Nell'Auditorium di Piazza immacolata - "L'ora della canzone napoletana dedica un omaggio a Napoli Bruno - ( 30/11/2006 )
NAPOLI. Lunedì scorso, la 59a puntata de “ L’ora della canzone napoletana”, svoltasi, come di consueto, nell’Auditorium di Piazza Immacolata, è stata dedicata al più volte premiato poeta Nazario Napoli Bruno.
La serata, condotta da Anna De Siero, è stata aperta dal giornalista Pietro Gargano che ha tratteggiato la figura di questo artista e dei compositori suoi collaboratori, non prima però di aver dichiarato che “la lezione ricavata dall’ascolto delle pagine di Nazario Napoli Bruno è la conferma dell’esistenza di notevoli risorse umane, pur se appartate, altamente meritevoli”.
Quindi, si sono esibiti i dicitori Ciro Sorrentino e Rino Vittozzi e, accompagnati dal pianista Enzo D’Onofrio, i cantanti Carlo Buonerba, Lino Cavallaio, Angelo De Biase, Luca Nasti, Pamela Paris e Rita Riccio.
Il folto pubblico presente ha così potuto apprezzare un programma ampio, godibile e scorrevole di un autore dalla vena decisamente sentimentale, espressa sempre in affascinata compenetrazione con lo scenario della natura, come nell’estasiato idillio per Napoli di “Capolavoro ‘e Ddio” , negli slanci lirici della canzone “Canzone ‘e marenaro” in quell’innoquell’inno alla volontà di vivere che è “Nu surzo ‘e vita”, nella rievocazione nostalgica di “Era ‘e settembre”, nell’appassionato rammarico di “Tu te nne vaje…”nei versi dolenti e incantati di “Presepio napulitano”(Vittozzi), nei ricordi e nelle fantasie d’amore su un inebriante ritmo di valzer di “ ‘O prufummo d”e rrose”, nell’intenso canto d’amore di “T’arrecuorde?”, nella pragmatica filosofia di “’O mbriaco” (Sorrentino), nella delusa favola d’amore di “Stella d”o mare”, nei sospiri di Notte d’està”, nelle sconsolate riflessioni di “Pe’ n’ata vota ‘o sole…” interpretata dal Vittozzi , nei desideri amorosi espressi in compiaciuta ammirazione per Napoli di “Anema napulitana”, nella compassione per l’infanzia sofferente di “Amir” nata da un’idea di Anna De siero e presentata dalla brava Pamela Paris, nell’attonita descrizione di “Vico ‘e notte”, nella solitaria dichiarazione d’amore di “Nuttata”, nel discorso al satellite di “Luna curiosa” ,nella religiosità di “ L’urdema cena” anche questa poesia declamata dal poeta Rino Vittozzi ,lo sconforto di “Addò staje... felicità” e l’elogio a Napoli di “ ‘A voce ‘e sta città”.
Rosario Ruggiero
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