RINO VITTOZZI


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17 Ottobre 2007 Da tutta Italia per il Convegno organizzato da Elio Fox Articolo rilevato da www.lusern.it ( 01/01/2007 )

A Levico 85 poeti dialettali

LEVICO - 85 poeti provenienti dall’intera Penisola si sono dati appuntamento, sabato e domenica a Levico, sede del «Convegno d’autunno» dell’Associazione nazionale poeti e scrittori dialettali. Un’occasione per confrontarsi sulle potenzialità del dialetto in letteratura, ma anche per far conoscere ai poeti dialettali dello Stivale storia, cultura e tradizioni del nostro territorio. «Stamattina (ieri ndr) - ha spiegato la poetessa napoletana Concetta Ripoli - siamo stati a Trento: abbiamo visitato il Duomo e passeggiato per la città. Non ero mai stata in Trentino e devo dire che è un posto molto accogliente, sia per le persone che per il paesaggio: unico, soprattutto se si ama la tranquillità e il verde. Ieri, ad esempio, siamo stati a Luserna, davvero una bellissima cittadina». Tra gli obiettivi del convegno una riflessione sulla questione dell’identità, esprimibile anche e soprattutto attraverso i vari dialetti che impreziosiscono il nostro Paese. Vere e proprie lingue, con una ben precisa strutturazione interna, minacciate dall’avvento della globalizzazione, come ha affermato il professor Marcello Teodonio che ha «conquistato » i presenti, ieri pomeriggio al teatro Caproni. Quel che Teodonio ha proposto è una «nuova dialettalità», capace di creare, attraverso la «necessità della parola », «una realtà che prima non c’era». Questo accanto al recupero di una dimensione «civile»: «La linea predominante della poesia dialettale è di tipo lirico-intimista. Manca la volontà di esprimere le contraddizioni della nostra società, di farsi portavoce della contemporaneità ». Sulla situazione trentina Elio Fox, organizzatore del convegno a Levico e presidente del Cenacolo trentino di Cultura dialettale, non ha dubbi: «La poesia dialettale trentina nasce alla metà del 700, senza tuttavia esprimersi, nonostante una certa libertà d’espressione garantita dagli austriaci, in maniera considerevole. Solo a partire dagli anni ’60, rilanciata da Marco Pola, la poesia dialettale acquista un nuovo slancio». Grazie alla dignità e al successo di Pola, la sua fortuna prosegue e si fa onore, grazie all’opera di numerosi scrittori che portano il testimone della qualità oltre la soglia del 2000. Basti pensare che dal 1755 al 1946 le opere di poesia dialettale pubblicate erano 28, mentre tra il 1947 e il 2005 sono state 160. «Si allarga l’area degli scriventi, mentre si riducono progressivamente i parlanti. Basterà questo per salvaguardare il dialetto? » si chiede Fox. In chiusura il recital di poesie nei vari dialetti e uno spettacolo offerto dai «Talenti Artistici» dell’Associazione. M. Pe.
L'Adige pag.43
17/10/2007





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